AGCM avvia un’istruttoria nei confronti di Google per abuso di posizione dominante nel mercato italiano del display advertising

A seguito di una segnalazione da parte dell’Interactive Advertising Bureau Italia (IAB), l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei confronti di Google LLC (interamente detenuta e controllata da Alphabet Inc., ed operante in Italia tramite la controllata Google Italy S.r.l.), alla luce della presunta violazione dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (TFUE) (“È incompatibile con il mercato interno e vietato, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio tra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante sul mercato interno o su una parte sostanziale di questo”), per quanto riguarda la disponibilità e l’utilizzo dei dati per l’elaborazione delle campagne pubblicitarie di display advertising.

A parere della segnalante, le condotte di Google sarebbero finalizzate ad escludere gli altri player dal mercato del display advertising e avrebbero come effetto quello di privare clienti inserzionisti ed editori della possibilità di scegliere i propri interlocutori commerciali e controparti contrattuali.

Per quanto riguarda il caso in esame, l’autorità ha rilevato come:

  • il mercato rilevante sia quello digitale, in cui la principale leva concorrenziale è rappresentata dalla disponibilità di un numero elevato di dati e dalla loro rilevanza, il che comporta la necessità di analizzare non solo i diversi mercati della pubblicità online ove le condotte possono aver prodotto i loro effetti, ma anche tutti quei mercati ad essi collegati nella misura in cui consentono ad un operatore di raccogliere, analizzare e accumulare ingenti quantità di dati dei potenziali destinatari di campagne promozionali;
  • circa l’individuazione della posizione dominante di Google, questi deterrebbe una posizione dominante in vari ambiti rilevanti, tra cui quelli del (i) search advertising (annunci pubblicitari che compaiono accanto ai risultati della ricerca svolta dall’utente mediante un motore di ricerca, la cui selezione è legata alle keywords inserite per effettuare l’indagine), (ii) dell’ad serving (combinazione di sistemi hardware e software dedicata alla gestione e all’erogazione della pubblicità online), (iii) dei browser per la navigazione su Internet (mediante Chrome, il quale detiene una quota di mercato di circa il 70%), e (iv) dei sistemi operativi per dispositivi mobili disponibili su licenza. Occorre inoltre osservare che Google offre innumerevoli servizi agli utenti, dai quali può acquisire dati, quali ad esempio, Gmail, YouTube, Google Docs, Google Drive, Google Foto e Google Maps/Waze;
  • in riferimento alle condotte specifiche, Google avrebbe posto in essere condotte commerciali suscettibili di ostacolare i propri concorrenti non integrati e di mantenere e rafforzare ulteriormente il proprio potere di mercato nel display advertising, in violazione dell’articolo 102 del TFUE.

Il testo integrale del provvedimento dell’AGCM è disponibile al seguente link.

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