AGCM: vietato scorporare il costo del bagaglio a mano dal prezzo del biglietto aereo

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, con il provvedimento del 20 febbraio 2019 ha concluso i procedimenti istruttori PS11237 e PS11272 avviati nei confronti di due note compagnie aeree low-cost, accertando che le modifiche alle policy del trasporto bagagli costituiscono una pratica commerciale scorretta in quanto idonee ad ingannare il consumatore sull’effettivo prezzo finale del biglietto.

Con le nuove policy i vettori hanno scorporato dalla tariffa standard il costo previsto per il bagaglio a mano grande (c.d. trolley bag), richiedendo ai consumatori il pagamento di un supplemento per il suo trasporto.

L’Autorità, dopo aver rilevato che nel settore del trasporto aereo la libertà tariffaria dei vettori trova specifiche limitazioni nelle disposizioni contenute negli artt. 22 e 23 del Regolamento (UE) 1008/2008, a norma dei quali il prezzo standard deve essere chiaramente ed integralmente indicato sin dal primo contatto col consumatore, ha statuito che il “bagaglio a mano grande” è da considerarsi un elemento essenziale del servizio di trasporto aereo (come si evince dalla sentenza della Corte di Giustizia del 18 settembre 2014 nella causa C-487/12, Vueling Airlines).

Come riportato nel comunicato stampa del 21 febbraio 2019:

..con la richiesta di un supplemento (…) per il bagaglio a mano grande, le due imprese hanno proceduto ad un aumento del prezzo del biglietto in modo non trasparente, scorporando dalla tariffa un servizio essenziale, prevedibile e inevitabile per la quasi totalità dei passeggeri.

 Da ciò l’inganno per i consumatori, in quanto il prezzo da pagare alla fine del processo di prenotazione sarà quasi sempre superiore alla tariffa che viene presentata all’inizio del processo, quando avviene l’aggancio, nonché l’alterazione del processo di comparazione con i prezzi degli altri vettori che invece includono il bagaglio a mano.

In conclusione, la condotta dei vettori integra una violazione degli artt. artt. 20, 21, comma 1, lettere b) e d), e 22 del Codice del Consumo in quanto contraria agli standard professionali richiesti nel settore ed è idonea, mediante un’incompleta rappresentazione dell’effettivo costo del biglietto, a falsare il comportamento economico del consumatore in relazione al servizio offerto.

Alle compagnie è stata irrogata una sanzione pecuniaria pari, rispettivamente a 3 milioni e 1 milione di euro.

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