Approvato il “Decreto enoturismo”: requisiti e standard minimi per l’esercizio dell’attività enoturistica

Lo scorso 12 marzo è stato firmato il Decreto del Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo contenente le Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica. Il Decreto è attualmente in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ai fini della sua entrata in vigore.

1.   Definizione di “attività enoturistica”.

Nel testo del Decreto, ai fini della qualifica di un’attività economica come “enoturistica” viene richiamata la definizione di cui all’art. 1, comma 502 della l. 205/2017 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020), contenente l’elencazione non esaustiva di una serie di attività:

·      tutte le attività formative e informative delle produzioni vitivinicole espletate nel territorio di produzione, specialmente con riguardo alle indicazioni geografiche (DOP e IGP) nello specifico areale in cui queste sono prodotte. Sono considerate attività formative ad esempio: visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda, alle cantine e nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica vitivinicola in generale;

·      le iniziative a carattere didattico, culturale e ricreativo nell’ambito delle cantine e dei vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica;

·      le attività di degustazione (escluse le attività che prefigurano un servizio di ristorazione) delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, intesi come prodotti agroalimentari, anche manipolati, trasformati o preparati dall’azienda stessa e pronti per il consumo, nel rispetto delle condizioni e dei requisiti igienico sanitari previsti dalla legge. Tali prodotti devono essere prevalentemente provenienti da produzioni locali e tipiche, indicazioni geografiche protette (DOP, IGP e STG) o assimilate.

L’attività enoturistica è considerata attività agricola connessa ai fini della qualifica di imprenditore agricolo disciplinata dall’art. 2135, comma 3 c.c.

2.   Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica.
 
Le norme più rilevanti del Decreto sono quelle inerenti gli standard minimi ora richiesti dall’ordinamento per potere qualificare un’attività come “enoturistica”, fermi in ogni caso i requisiti generali anche di carattere igienico-sanitario e di sicurezza già previsti dalla legge. Tra i detti requisiti si osservino in particolare:

i)               La predisposizione di strumenti di prenotazione delle visite preferibilmente informatici;

ii)             La necessaria predisposizione di un cartello all’ingresso dell’azienda che riporti i dati relativi all’accoglienza enoturistica, tra cui almeno gli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e le lingue parlate;

iii)            La necessaria predisposizione di un sito o pagina web aziendale;

iv)            La predisposizione di materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno 3 lingue, compreso l’italiano;

v)             La presenza di ambienti dedicati e adeguatamente attrezzati per l’accoglienza (zona degustazione, punto vendita, bagno ad uso pubblico, circuito di visita) e per la tipologia di attività in concreto svolte dall’operatore enoturistico;

vi)            La presenza di personale addetto all’accoglienza dotato di competenza e formazione, con particolare riguardo al settore enologico, alla degustazione dei vini ed alle caratteristiche del territorio, con conoscenza almeno di una lingua straniera, compreso tra il titolare dell’azienda o i familiari coadiuvanti, i dipendenti dell’azienda e i collaboratori esterni;

vii)          L’uso obbligatorio di calici di vetro per l’attività di degustazione del vino all’interno delle cantine.

 3.     Disciplina regionale applicabile.

Il Decreto stabilisce inoltre che alle aziende agricole che già svolgono attività di degustazione, di fattoria didattica o di agriturismo, se intraprendono anche l’attività enoturistica, continueranno ad applicarsi anche le disposizioni regionali in materia di agriturismo. Inoltre, gli operatori che già svolgono attività enoturistiche aderenti alle Strade del Vino ove riconosciute dalle Regioni, assolvono automaticamente i requisiti previsti dal Decreto Enoturismo

Saranno infine le Regioni a definire le funzioni di vigilanza, di controllo e sanzionatorie sull’osservanza delle disposizioni del Decreto stesso. In futuro, saranno inoltre attivati corsi di formazione teorico-pratica per aziende e addetti, con lo scopo di garantire il rispetto dei requisiti e degli standard minimi stabiliti dal Decreto e promuovere il miglioramento della qualità dei servizi.

Il Ministero ha altresì annunciato che procederà ad emettere apposito decreto con cui istituirà l’Osservatorio nazionale dell’enoturismo, con compiti di studio, comunicazione, tutela e marketing dell’attività enoturistica e sarà inoltre istituito un logo identificativo per l’indicazione facoltativa dell’enoturismo di cui potranno beneficiare i soggetti interessati.

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