APPROVATO IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SULLA TRASPARENZA DELLE PIATTAFORME ONLINE

Lo scorso 24 maggio è stato adottato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo il nuovo Regolamento sull’equità e sulla trasparenza nelle pratiche commerciali delle piattaforme online (link). Il provvedimento segue l’accordo politico raggiunto lo scorso 13 febbraio sul progetto di regolamento presentato dalla Commissione Europea nell’aprile 2018.

Tra i beneficiari delle nuove norme vi sono tutti gli operatori commerciali che vendono su mercati online, alberghi che utilizzano piattaforme di prenotazione e sviluppatori di applicazioni.

Il regime dettato dal nuovo Regolamento introduce diversi divieti di pratiche sleali da parte delle piattaforme online: non saranno infatti più possibili sospensioni improvvise dell’account del venditore senza adeguata motivazione e le condizioni di utilizzo del servizio dovranno essere fornite in un linguaggio semplice e comprensibile. Sono inoltre previsti specifici obblighi di trasparenza in capo ai gestori delle piattaforme: essi dovranno infatti indicare i principali parametri utilizzati per posizionare i beni e i servizi sul proprio sito, allo scopo di aiutare i venditori a ottimizzare la loro presenza. Inoltre – fermo il rispetto delle norme sul trattamento dei dati personali derivanti dal GDPR – le piattaforme dovranno ora comunicare quali dati raccolgono, come li utilizzano e come li condividono con gli altri partner commerciali.

Il Regolamento, infine, introduce nuovi obblighi in tema di risoluzione delle controversie, prevedendo l’obbligo di istituire un sistema di gestione dei reclami interno alle piattaforme, un obbligo da cui solo le piattaforme più piccole in termini di personale o fatturato saranno esentate. Inoltre, sarà possibile per le associazioni citare in giudizio congiuntamente le piattaforme contro eventuali inosservanze delle norme, in modo da superare il problema dei costi delle cause giudiziarie per le singole imprese.

Il nuovo Regolamento entrerà in vigore 12 mesi dopo l’adozione e la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale e sarà oggetto di un riesame entro 18 mesi da tale data; l’UE ha inoltre istituito un apposito osservatorio delle piattaforme online per monitorare il rispetto delle norme in futuro.

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