Blockchain e pubblicità digitale: pubblicato il libro bianco dello IAB

IAB ha pubblicato il white paperBlockchain Demystified“, che illustra i meccanismi di funzionamento della tecnologia blockchain (sub 1) e alcune delle sue possibili applicazioni alla pubblicità digitale (sub 2). Il documento illustra inoltre gli ostacoli che incontra l’utilizzo di questa tecnologia su larga scala nel settore pubblicitario (sub 3).

1. In estrema sintesi, un sistema di gestione di dati di tipo blockchain consiste in un registro condiviso, composto da record successivi di dati, immessi al suo interno dagli utenti che partecipano alla sua elaborazione. Ogni singola copia del registro è sincronizzata attraverso una rete peer-to-peer e tutte le copie vengono aggiornate ogni volta che viene aggiunto un nuovo record di dati, una volta che è convalidato dai partecipanti al sistema stesso. Questa tecnologia è attualmente impiegata soprattutto per convalidare transazioni finanziarie, attraverso la verifica del rispetto di determinati parametri (ad es. la conformità del contenuto dell’informazione trasmessa) rispetto alla successione delle transazioni già eseguite. La sicurezza e l’accuratezza del registro distribuito sono mantenute tramite sistemi di crittografia.

2. Lo IAB ritiene che la tecnologia blockchain possa contribuire a ridurre i costi di intermediazione sopportati dagli inserzionisti nella pianificazione e nell’acquisto delle campagne, oltre a garantire la trasparenza della catena di produzione, acquisto dei contenuti pubblicitari e scelta dei canali di diffusione. I vantaggi principali individuati consistono nella possibilità di:

– Controllare l’identità dei destinatari delle campagne mirate, attraverso l’utilizzo di un solo codice che identifica un individuo e i suoi comportamenti di consumo, senza bisogno di esporre ulteriori dati personali agli altri soggetti coinvolti nella filiera;

– Controllare il corretto trasferimento di valore all’interno della filiera, attraverso la conclusione di smart contracts che prevedono l’automatico adempimento di determinati obblighi (ad es. di pagamento) all’occorrere di determinate condizioni.

3. Lo IAB individua infine diversi fattori che tuttora limitano l’adozione su larga scala della tecnologia blockchain nell’industria pubblicitaria. Tali fattori sono rispettivamente di ordine:

– Tecnologico: a causa della limitata velocità di trattamento dei dati in un registro condiviso;

– Infrastrutturale: a causa degli alti costi di implementazione e di tenuta di un registro condiviso, soprattutto in caso di grandi quantità di dati;

– Educativo: lo IAB considera il mercato non ancora pienamente consapevole dello scopo della blockchain nel settore pubblicitario, cioè garantire la trasparenza della filiera, la qualità delle campagne realizzate e dei mezzi di diffusione scelti.

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