Distribuzione selettiva dei prodotti di lusso: Il Tribunale di Milano inibisce ad Amazon la vendita di cosmetici d’alta gamma

Con ordinanza cautelare emessa in sede di reclamo dal Tribunale di Milano il 3 luglio scorso è stata inibita ad Amazon la commercializzazione, l’offerta in vendita, la promozione o pubblicizzazione sul territorio italiano dei prodotti cosmetici a marchio Sisley, riconoscendo la validità del sistema di “distribuzione selettiva” realizzato dalla casa francese.

Il Tribunale, a motivazione della sua decisione, ha sostenuto, sulla scorta del recente caso Coty (C-230/16) che gli accordi di distribuzione selettiva non sottostanno all’applicazione del divieto di intese restrittive della concorrenza ai sensi dell’art. 101, paragrafo 1, TFUE. La Corte di Giustizia ha infatti chiarito che un sistema di distribuzione selettiva di prodotti di lusso finalizzato primariamente a salvaguardare l’immagine di lusso di tali prodotti è lecito e conforme alla citata disposizione a condizione che la scelta dei rivenditori avvenga secondo criteri oggettivi d’indole qualitativa – stabiliti indistintamente per tutti i potenziali rivenditori e applicati in modo non discriminatorio – e che i criteri definiti non vadano oltre il limite del necessario.

Il Tribunale, pronunciandosi sull’applicabilità del principio dell’esaurimento comunitario dei diritti di proprietà intellettuale, ha ritenuto che tra i “motivi legittimi”, per i quali il titolare del marchio può opporsi alla vendita del prodotto contraddistinto da detto marchio, vi è l’esistenza di una rete di distribuzione selettiva. E’ tuttavia necessario che siano rispettate due condizioni:

a) il prodotto commercializzato deve essere un articolo di lusso o di prestigio che legittimi la scelta di adottare un sistema di distribuzione selettiva e

b) deve sussistere un pregiudizio effettivo all’immagine di lusso o di prestigio del marchio per effetto della commercializzazione effettuata da terzi estranei alla rete di distribuzione selettiva.

In concreto, nel caso de quo, sono state ravvisate tali condizioni, in primo luogo per la natura di beni di lusso dei cosmetici Sisley ed inoltre per le modalità di vendita del merketplace Amazon, che risultavano effettivamente lesive del prestigio del brand. I prodotti di lusso venivano, infatti, accostati ad altri articoli “di basso profilo e di scarso valore economico”, inoltre vi erano “link che indirizza[va]no a siti di prodotti del tutto diversi”, mentre era del tutto assente “un idoneo servizio clienti, analogo a quello assicurato dalla presenza nel punto vendita fisico di una persona in grado di consigliare o informare i consumatori in maniera adeguata”.

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