Il Conseil d’Etat conferma la sanzione da 50 milioni di euro contro Google LLC

Lo scorso 19 giugno, il Conseil d’Etat francese si è pronunciato sull’impugnazione proposta da Google LLC contro il provvedimento emanato dalla Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés (di seguito, “CNIL”) il 21 gennaio 2019.

Aderendo alle motivazioni dedotte dalla CNIL (per approfondire, v. link), con tale sentenza il Conseil d’Etat ha confermato l’illegittimità del trattamento di dati personali operato da Google LLC, con riguardo (i) alla mancanza di informazioni chiare, precise e trasparenti agli interessati del trattamento (art. 13 GDPR) e (ii) alla base giuridica, erroneamente individuata nel consenso degli stessi (art. 6 GDPR). Inoltre, segnaliamo che il Conseil d’Etat:

(i) ha ribadito la competenza dell’autorità di controllo francese, rispetto a quella irlandese in quanto “la société Google LLC, qui seule déterminait leurs finalités et moyens, ne disposait pas, à la date de la sanction attaquée, d’établissement principal au sein de l’Union européenne, au sens et pour l’application du RGPD”. Infatti, nonostante alla data della sanzione Google Ireland Ltd. potesse configurarsi quale stabilimento europeo di Google LLC nell’Unione Europea a fini societari e fiscali, tale non poteva considerarsi ai fini dell’applicazione del GDPR, in quanto priva di poteri di direzione e di coordinamento sui trattamenti di dati personali in esame.

(ii) ha ritenuto proporzionale l’ammontare della sanzione comminata dalla CNIL, pari a 50 milioni di euro, rispetto alla violazione contestata, tenuto conto “[de] la gravité particulière des manquements commis, qui tient à la nature des exigences méconnues et à leurs effets sur les utilisateurs, au caractère continu de ces manquements et à la durée de la période durant laquelle ils ont perduré, aux plafonds prévus par le 4 de l’article 83 du RGPD, et à la situation financière de la société […]”. Tra gli elementi che hanno inciso a favore della quantificazione operata dalla CNIL, si segnalano dunque la situazione finanziaria della ricorrente, la gravità ed il carattere continuato della violazione, che è perdurata anche a seguito del provvedimento della CNIL.

Il provvedimento, in lingua francese, è consultabile al seguente link.

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