Il remake di design iconici non può essere protetto come design. La decisione del Tribunale dell’Unione Europea sul caso Porche 911.

È stata recentemente esaminata dal Tribunale dell’Unione Europea la questione della proteggibilità dei remake di modelli del passato, divenuti iconici, come modelli registrati ai sensi del Regolamento (UE) N. 6/2002 del Consiglio del 12 dicembre 2001 su disegni e modelli comunitari.

Un’azienda tedesca produttrice di giocattoli, la Autec AG (già nota alle cronache giudiziarie per la domanda di pronuncia pregiudiziale alla Corte di Giustizia sulla liceità della apposizione del marchio di casa automobilistica su modellini giocattolo, cf. CGUE, 25 gennaio 2007, Opel c. Autec, C-48/05), proponeva azione di nullità contro i due modelli registrati “Porche 911”, depositati presso l’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale nell’agosto 2010 e di proprietà F. Porche AG.

La Commissione di Ricorso dell’EUIPO dichiarava la nullità di entrambi i modelli, attesa la mancanza dei requisiti di novità e carattere individuale richiesti dagli artt. 4, 5 e 6 del Regolamento 6/2002.

Porche impugnava la decisione della Commissione avanti il Tribunale dell’Unione Europea, contestando che “Porche 911” è un modello di automobile iconico e le “aspettative” dei consumatori impongono al designer di non distaccarsi dal modello originale. Gli stessi consumatori, peraltro, essendo informati al riguardo, ben avrebbero potuto cogliere i dettagli e le differenze che distinguono la versione moderna da quella classica.

Il Tribunale dell’Unione Europea con le decisioni T-209/2018 e T-210/2018 del 6 giugno 2019 ha, tuttavia, confermato la decisione della Commissione e negato la sussistenza dei requisiti di carattere individuale e novità ai nuovi modelli “Porsche 911”.

. In particolare, ha ritenuto che il consumatore target dei modelli in esame, sebbene informato rispetto alla media, è pur sempre un utilizzatore di automobili in generale, e non un utilizzatore di sole Porche. Inoltre, possono costituire limiti alla libertà dell’autore le esigenze tecniche necessarie per le automobili, ma non le “aspettative” del mercato.

Secondo l’interpretazione del Tribunale, al fine di ottenere la proteggibilità, non è sufficiente che siano modificate alcune caratteristiche di dettaglio, ma è necessario che il remake dia un’impressione complessiva di novità.

Diversamente, d’altronde, garantendo nuova protezione a forme derivate che non presentino un elevato gradiente di originalità rispetto al vintage si finirebbe per estendere la tutela di un modello ben oltre i 25 anni dalla data del primo deposito (con conseguente elusione del limite temporale previsto dall’art. 12 del Regolamento 6/2002).

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