Il Tribunale dell’UE conferma la nullità del marchio a tre strisce nere di Adidas.

Lo scorso 16 giugno, Il Tribunale dell’UE, decidendo sulla causa T-307/17, ha confermato la nullità del marchio europeo n. 12442166 di Adidas, corrispondente alle tre strisce verticali – nella variante a strisce nere su sfondo bianco –  registrato per i prodotti della classe 25 della classificazione di Nizza (“Abbigliamento; calzature; copricapi”). Questo marchio era stato registrato nel 2014 e in seguito era stato oggetto di un’azione di nullità per mancanza di carattere distintivo del segno, proposta dalla società belga Shoe Branding Europe BVBA. L’azione aveva trovato accoglimento ed era stata confermata dalla Commissione dei Ricorsi con decisione del 7 marzo 2017, che non aveva ritenuto integrata la prova dell’acquisizione di carattere distintivo del segno attraverso l’uso, ai sensi dell’art. 7, par. 3 e 52, par. 2 del Regolamento 207/2009.

Adidas ha dunque proposto ricorso davanti al Tribunale. A tal fine, la società aveva ribadito l’idoneità delle fotografie prodotte – che ritraevano prodotti contrassegnati dalle tre strisce nella variante a strisce chiare su sfondo scuro – per l’applicazione della legge delle varianti autorizzate, secondo la quale “l’uso di un marchio in una forma che si differenzia per taluni elementi che non alterano il carattere distintivo del marchio nella forma in cui esso è stato registrato si considera alla stregua di un uso di detto marchio” (par. 48, come disposto dall’art. 15, par. 1, lett. a), Regolamento 207/2009).

Il Tribunale – in ragione della estrema semplicità del segno – ha escluso che anche modifiche minori apportate al marchio possano costituire variazioni non trascurabili ai fini della prova del suo uso. In questo senso, il fatto di invertire lo schema dei colori, mantenendo un netto contrasto tra le tre strisce e il fondo, “non può essere qualificato come variazione trascurabile rispetto alla forma registrata del marchio controverso” (par. 77).

Inoltre, il Tribunale ha confermato il diniego dell’acquisizione di carattere distintivo ex post, anche considerando i dati di vendita prodotti da Adidas (che non distinguevano tra prodotti venduti e marchi utilizzati) e i 5 studi di mercato condotti sul segno controverso, i cui risultati “non possono essere estesi a tutti gli Stati membri né essere completati e corroborati, negli Stati membri non contemplati da detti studi, dagli altri elementi di prova prodotti” (par. 157).

La decisione si pone come un interessante precedente in tema di prova dell’acquisizione di carattere distintivo da parte di un segno che ne è inizialmente privo ed evidenzia, in tal senso, un approccio particolarmente rigido da parte dei giudici euro-unitari.

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