Il Tribunale di Milano ordina ai fornitori di servizi di connettività di inibire l’accesso a siti di pirateria online.

Il Tribunale di Milano, con quattro provvedimenti cautelari (ord. 28 marzo 2019, 2 maggio 2019, 21 e 22 maggio 2019), è tornato a pronunciarsi sulla pirateria online e sul ruolo dei fornitori di servizi di accesso ad Internet, i c.d. Internet Service Provider (“ISP”) di mere conduit, come definiti dall’art. 12 della Direttiva 2000/31/CE, Direttiva “E-Commerce” (Semplice trasporto (“mere conduit”): […] servizio della società dell’informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione).

Il Tribunale di Milano ha concesso al titolare (Lega Nazionale Professionisti Serie A) e al licenziatario (Sky Italia S.r.l.) dei diritti relativi alle partite del Campionato di Serie A di calcio, le misure cautelari inaudita altera parte, poi confermate a seguito dell’instaurazione del contraddittorio, ordinando agli ISP convenuti – i principali fornitori di servizi di connettività operanti sul territorio italiano –  di “adottare immediatamente le più opportune misure tecniche” per impedire l’accesso a indirizzi IP, nomi a dominio e siti alias che consentano l’accesso ai siti di pirateria, come indicati dai ricorrenti.

L’inibitoria è stata estesa anche alle eventuali modificazioni successive della struttura dei siti incriminati, con riferimento ad esempio agli indirizzi IP o ai domain names (associazione di diverso top level domain a medesimo second level domain, o modifiche al second level domain). Questi dovranno comunque essere bloccati dagli ISP, a seguito della segnalazione del titolare dei diritti, senza necessità per quest’ultimo di adire nuovamente l’autorità giudiziaria.

Conseguentemente, l’ISP sarà tenuto ad impedire l’accesso degli utenti ai contenuti che siano già stati dichiarati illeciti in forza di specifiche segnalazioni da parte del titolare dei diritti, con l’indicazione precisa dei siti ove l’illecito sia stato perpetrato, senza che tale onere sia incompatibile con l’esclusione dell’obbligo generale di sorveglianza previsto dalla Direttiva (art. 15).

Si legge nel decreto (Decreto n. cronol. 841/2019 del 11/04/2019, Giudice estensore Dott. C. Marangoni): “La posizione degli attuali resistenti – astrattamente non responsabili per detti illeciti ai sensi dell’art. 14 D. Lgsvo 70/03 – assume rilievo in relazione alla loro qualità di intermediari, che consente comunque l’adozione nei loro confronti di ordine inibitorio a prescindere dalla sussistenza di dolo o colpa per le violazioni prospettate”.

La posizione viene ribadita anche nell’Ordinanza di conferma provvedimento cautelare del 21/05/2019 (Giudice estensore Dott. C. Marangoni): “un fornitore di accesso ad Internet: – è parte necessaria di ogni trasmissione in Internet di una violazione tra un suo abbonato ed un terzo, in quanto, rendendo disponibile l’accesso ad Internet, consente tale trasmissione”.

I provvedimenti cautelari emessi dalla Sezione specializzata in materia di impresa si inseriscono nel già tracciato solco della giurisprudenza, sia milanese sia della Corte di Giustizia Europea (cfr. CG C-314/12 Telekabel).

 

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