Il Tribunale di Milano riconosce la tutela di diritto d’autore come opera d’arte figurativa al pattern “Eclissi” di Giò Ponti.

Con ordinanza del 13 luglio scorso, il Tribunale di Milano si è pronunciato in un caso relativo alla tutela autoriale di una trama a forme geometriche ripetute.

La decisione è intervenuta nel giudizio cautelare instaurato contro la società Coin s.p.a. dagli eredi del designer Giò Ponti, che lamentavano l’indebita utilizzazione da parte della resistente del disegno “Eclissi” realizzato dal designer (cfr. immagine sottostante). Il disegno sarebbe stato pedissequamente riprodotto in una tovaglia commercializzata dalla resistente denominata “Twill”.

I ricorrenti fondavano la tutela del disegno sulla base dell’art. 2, n. 4 della l. 633/1941 (l. aut.) in quanto opera dell’arte figurativa, a prescindere dai suoi successivi utilizzi per produzioni industriali (quali decori per tessuti, tappeti o piastrelle). Solo in via subordinata veniva invece invocato l’art. 2, n. 10, l. aut. che richiede, ai fini della tutela delle opere del disegno industriale, anche la prova del riconoscimento del valore artistico: la prova di tale requisito sarebbe discesa dalla pubblicazione del disegno in volumi specialistici (in primis la rivista Domus, nel 1957) e dall’esposizione in collezioni museali. I ricorrenti chiedevano dunque l’adozione di un provvedimento di inibitoria all’ulteriore utilizzazione e commercializzazione del modello di tovaglia contestato, assistita da penale.

La difesa delle resistenti riconosceva esclusivamente la natura di opera del disegno industriale al pattern, a cui però negava il riconoscimento di valore artistico; in secondo luogo, qualificava la trama come una mera riproduzione di forme geometriche semplici e, perciò, non dotata di particolare carattere creativo.

Il giudice della cautela ha accolto il ricorso ed ha accordato agli eredi di Ponti le relative richieste di inibitoria. È stato in particolare affermato che:

  • il disegno deve ricevere tutela come opera dell’arte figurativa, senza necessità della prova del valore artistico. Infatti, la pubblicazione del disegno già sulla rivista Domus nel 1957 “non richiamava alcun utilizzo o destinazione al suo sfruttamento seriale in prodotti di consumo ma ne evidenziava il solo aspetto figurativo di opera d’arte del disegno, del tutto apprezzabile e rilevante in sé a prescindere da eventuali successive utilizzazioni seriali”;

 

  • inoltre, le caratteristiche formali di tale disegno sono “pienamente percepibili ed individuabili, laddove esso rappresenta nella sua sostanza artistica la rappresentazione di un fenomeno della natura (l’eclissi) in forma stilizzata e geometrica”. All’opera deve essere pertanto riconosciuto carattere creativo;

 

  • sussiste l’indebita ripresa del motivo grafico del disegno “Eclissi” da parte di Coin, derivante dalla pedissequa riproduzione del disegno di due semicerchi associati tra loro, della loro diversa colorazione e serialità. In tal senso, “le differenze di colore risultano obbiettivamente non rilevanti al fine di conferire effettiva e concreta autonomia rappresentativa al disegno ripreso nei prodotti di COIN s.p.a.”.

 

Il testo integrale dell’ordinanza è disponibile al seguente link.

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