La Commissione Europea pubblica il piano strategico per l’economia dei dati.

Il 19 febbraio scorso, la Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione su una strategia europea per i dati, come parte del Programma di lavoro della Commissione per il 2020, pubblicato lo scorso 29 gennaio. Con tale Comunicazione, la Commissione dichiara di volere rendere l’Unione Europea “un modello di riferimento per una società che, grazie ai dati, dispone di strumenti per adottare decisioni migliori, a livello sia di imprese sia di settore pubblico” (p. 2).

Il piano in essa contenuto mira a sfruttare al massimo le potenzialità derivanti dall’economia dei dati e a raggiungere così obiettivi di maggiore competitività del mercato unico e di miglioramento della qualità dei servizi pubblici in settori quali la sanità, l’ambiente e la pubblica amministrazione. Il programma si articola, in particolare, nell’adozione di diverse riforme legislative e misure di investimento, in un’ottica di conservazione della normativa attualmente in vigore in materia di protezione dei dati personali, di diritti fondamentali, di sicurezza e cybersecurity.

Tali misure sono sintetizzate in quattro fondamentali pilastri programmatici:

  • In primo luogo, entro fine 2020, l’Unione produrrà un quadro legislativo di governance degli “spazi comuni europei di dati”, atto a definire i limiti di utilizzo dei dati stessi e facilitare la loro interoperabilità tra i settori più disparati, in modo da facilitarne la fruizione anche per lo sviluppo di nuove idee di business. Questa iniziativa si accompagnerà all’adozione di un atto di esecuzione relativo alla condivisione dei dati del settore pubblico necessari all’innovazione e – entro il 2021 – di un atto legislativo mirato a favorire la condivisione dei dati tra i diversi settori produttivi;
  • In concreto, per il periodo 2021-2027, l’Unione ha in programma investimenti per 4-6 miliardi di Euro per la realizzazione di infrastrutture in cloud interconnesse, con l’obiettivo di superare gli ostacoli giuridici e tecnici alla condivisione di dati fra le diverse organizzazioni degli Stati membri. A ciò si accompagnerà l’adozione di un “codice del cloud”, un compendio delle norme in materia di sicurezza e qualità del servizio previste dai codici di condotta e di certificazione dei cloud attualmente esistenti;
  • Gli “spazi comuni europei di dati” saranno realizzati con particolare riferimento a determinati settori economici strategici (come l’industria manifatturiera) e ad aree di particolare interesse pubblico (come la mobilità, la finanza e l’energia);
  • Saranno inoltre ampliati i poteri di controllo dei dati personali dei cittadini europei, attraverso il rafforzamento del diritto alla portabilità dei dati di cui all’art. 20, GDPR. Tale rafforzamento poggerà su diverse misure, ad esempio la previsione di requisiti più rigorosi per le interfacce di accesso ai propri dati in tempo reale.

Il testo completo della Comunicazione è disponibile in italiano al seguente link.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *