La Corte di Giustizia si pronuncia sulla proteggibilità di un prodotto dotato di forma funzionale ai sensi della legge sul diritto d’autore.

Con una sentenza dell’11 giugno scorso (caso C -833/18), la CGUE si è espressa in merito alla tutelabilità – ai sensi della normativa europea in materia di diritto d’autore – di prodotti connotati da una particolare forma funzionale.

La controversia  tra la società britannica Brompton Bicycle Ltd e la società coreana Get2Get verteva in particolare sulla presunta contraffazione del modello di bicicletta pieghevole Brompton da parte della seconda, produttrice del diverso modello Chedech (cfr. immagini sottostanti).

Modello bicicletta Brompton                                                          – Modello bicicletta Chedech

La Brompton lamentava in particolare l’imitazione dell’aspetto visivo del proprio modello, oltre alla riproduzione della funzione tecnica tipica dello stesso, consistente nella possibilità di assumere tre posizioni diverse (piegata, aperta e in equilibrio sul terreno); il modello Brompton era oggetto di protezione brevettuale, non più valida al momento dell’instaurazione del giudizio. La società attrice chiedeva quindi l’accertamento della violazione dei diritti patrimoniali d’autore sul modello Brompton, con il conseguente ritiro dal mercato di tutti i prodotti asseritamente contraffatti. Nel corso del giudizio, la convenuta si difendeva sostenendo che la forma della bicicletta fosse imposta dalla soluzione tecnica ricercata e che perciò non potesse essere eleggibile per la tutela autorale.

Il giudice di merito belga ha sospeso il giudizio e rinviato alla Corte la soluzione delle seguenti questioni pregiudiziali: se, in particolare, (i) la disciplina comunitaria (artt. 2-5 della Direttiva 29/2001) esclude dalla protezione autoriale le opere la cui forma sia necessaria per ottenere un dato risultato tecnico e (ii) se, nella valutazione del carattere necessario della forma in tal senso, il giudice del merito debba tenere conto di fattori quali l’esistenza di altre possibili forme che permettono di pervenire al medesimo risultato, l’efficacia della forma in tal senso, la volontà dell’asserito contraffattore e l’eventuale esistenza di un brevetto anteriore.

  1. Circa la prima questione, la Corte ha ricordato che si può qualificare come “opera” “un oggetto originale che è una creazione intellettuale propria del suo autore” (par. 22): ne consegue che “un oggetto che soddisfa il requisito di originalità può beneficiare della protezione ai sensi del diritto d’autore anche qualora la realizzazione di tale oggetto sia stata determinata da considerazioni tecniche, purché una simile determinazione non abbia impedito all’autore di riflettere la sua personalità in tale oggetto, manifestando scelte libere e creative” (par. 26). Pertanto, a prescindere dal fatto che la forma adottata appaia necessaria per ottenere un dato risultato tecnico, “spetta al giudice del rinvio esaminare se, nonostante tale circostanza, la bicicletta in questione costituisca un’opera originale risultante da una creazione intellettuale” (par. 30);
  2. Circa la seconda questione, la Corte ha giudicato irrilevante l’esistenza di altre possibili forme che consentono di giungere al medesimo risultato tecnico (così come la volontà del presunto contraffattore), mentre ha invece affermato che si deve tenere conto dell’esistenza di un brevetto anteriore e dell’efficacia della forma adottata per pervenire al dato risultato tecnico, “nei limiti in cui tali elementi consentano di rivelare le considerazioni effettuate nella scelta della forma del prodotto di cui trattasi” (par. 36).

Il testo integrale della sentenza è disponibile al seguente link.

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