L’ASA si pronuncia sull’utilizzo di testimonial di età sotto i 25 anni nella comunicazione commerciale relativa al gioco d’azzardo

Il 21 agosto scorso, l’autorità britannica di autodisciplina della comunicazione commerciale (Advertising Standards Authority o ASA) si è pronunciata su un ricorso presentato avverso un annuncio pubblicitario della società britannica di scommesse sportive BetIndex Ltd.

L’annuncio era apparso su alcuni social network e pubblicizzava Football Index, una piattaforma di gioco d’azzardo che permette di scommettere sul futuro successo di singoli calciatori in diverse competizioni, attraverso la possibilità di acquistare e vendere delle vere e proprie “azioni” per ciascun giocatore oggetto di scommessa. L’annuncio in questione mostrava l’immagine di diversi calciatori al di sotto dei 25 anni di età, affiancati dalle indicazioni “Compra” e “Vendi”: tra i calciatori raffigurati, risaltava in particolare l’immagine di Jadon Sancho (di 19 anni) e il claim sottostante che lo descriveva come “il terzo giocatore più prezioso del mercato azionario calcistico. Molti trader scorgono interessanti possibilità di profitto“.

Nel ricorso si lamentava la violazione delle norme sull’utilizzo di minori di 25 anni nella comunicazione commerciale sul gioco d’azzardo, fissate nel Codice britannico della pubblicità non-radiotelevisiva (Code of Non-Broadcast Advertising o CAP). In particolare, l’art. 16, comma 3, n. 14 del CAP vieta agli operatori di servirsi di persone al di sotto dei 25 anni ritratte a giocare d’azzardo o aventi un ruolo significativo nel gioco.

La BetIndex si era difesa, sostenendo che l’applicazione della eccezione prevista dalla stessa norma, secondo cui il ricorso a soggetti under 25 è consentito nel caso in cui questi “svolgano un ruolo significativo solo nelle comunicazioni di marketing che appaiono in un luogo in cui una scommessa può essere piazzata direttamente attraverso una transazione, ad esempio il sito web dell’operatore di gioco d’azzardo” e, in particolare, soltanto “per illustrare specifiche selezioni di scommesse se l’individuo in questione è l’oggetto della scommessa stessa”.

La società aveva comunque provveduto a ritirare l’annuncio dopo il deposito del ricorso.

L’ASA si è pronunciata affermando che, in questo caso, la pubblicità aveva il chiaro intento di offrire al pubblico l’opportunità di utilizzare un’applicazione per giocare d’azzardo e che, nel contesto del messaggio, tutti i calciatori (compreso Jadon Sancho) avevano ugualmente un ruolo significativo nella promozione del gioco stesso, pur non essendo rappresentati a effettuarlo. Non poteva inoltre essere applicata l’eccezione prevista dallo stesso art. 16 del CAP, in quanto l’annuncio era apparso su un social network e non invece sul sito web della società contestualmente alla possibilità di effettuare una scommessa.

Il testo originale del provvedimento dell’autorità britannica è consultabile al seguente link.

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