Prime sanzioni per pratiche di "teleselling", ai sensi del D. Lgs. n. 21/2014

Nei giorni scorsi sono stati pronunciati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito, per brevità, “AGCM”) i primi provvedimenti nei quali trova applicazione la nuova normativa in materia di diritti dei consumatori, approvata con Decreto legislativo n. 21/2014. Con il suddetto Decreto, in vigore dal 14 giugno dello scorso anno, l’Italia ha recepito la Direttiva 2011/83/UE (cd. “Consumer’s rights”) relativa agli acquisti a distanza e fuori dai locali commerciali, modificando gli articoli 45-67 del Codice del Consumo (D. Lgs. 206/2005 – di seguito, per brevità “Cod. Cons.”).

In entrambi i provvedimenti in commento, l’AGCM ha provveduto a sanzionare le rispettive società per la violazione dei commi 6 e 7 dell’art. 51 Cod. Cons., relativo ai requisiti di forma necessari per la conclusione di contratti a distanza, comminando ad ognuna una sanzione pecuniaria pari ad € 100.000.

Le società sanzionate, infatti, attive rispettivamente nel settore delle telecomunicazioni e della fornitura di servizi tv a pagamento, ponevano in essere operazioni di cd. teleselling tramite telefono, senza alcuna successiva acquisizione per iscritto del consenso, bensì attraverso la semplice registrazione vocale della conversazione telefonica tra l’operatore ed il consumatore.

L’Autorità ha precisato che la conclusione di una vendita a distanza senza la formalità dello scambio di consensi per iscritto è ammessa dalla Direttiva UE, la quale prevede una “procedura semplificata” ove il consumatore – rinunciando espressamente alla cautela di una sottoscrizione successiva e separata – esprima il proprio consenso su cd. supporto durevole.

Tuttavia, secondo l’AGCM, le modalità adottate in concreto da entrambe le società non rispettavano le prescrizioni normative in materia; infatti “In questo contesto, la prestazione consapevole di tale consenso pone in capo a professionista l’onere di informare preliminarmente il consumatore, in un linguaggio e con modalità comprensibili, in merito alle modalità alternative di “conclusione” del contratto contemplate dalla norma e alle conseguenze giuridiche che ne discendono: la rinuncia alla forma scritta, ossia la rinuncia a ricevere la conferma dell’offerta in forma cartacea e ad accettare l’offerta per iscritto. Pertanto, la mera richiesta del consenso alla registrazione non soddisfa il requisito di cui all’art. 51, comma 6, Cod. Cons.”.

In particolare, per l’AGCM, “la registrazione della telefonata … non appare idonea ad integrare la nozione di supporto durevole di cui all’art. 45, lett. l) Cod. Cons. nella misura in cui la società non ha previsto di mettere nella piena disponibilità del consumatore il supporto ove è memorizzata la registrazione telefonica in modo che questi possa conservarla e riprodurla in futuro”.

I provvedimenti integrali sono disponibili qui e qui

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