STRETTA SULLE ATTIVITÀ DI AMBUSH MARKETING IN VISTA DELLE OLIMPIADI 2026

Il decreto legge 11 marzo 2020, n. 16, recante “Disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026 e delle finali ATP Torino 2021 – 2025, nonché in materia di divieto di attività parassitarieè stato convertito con modificazioni dalla L. 8 maggio 2020, n. 31. 
Tale decreto, oltre a fornire le prime disposizioni per l’organizzazione delle prossime Olimpiadi e finali del circuito professionistico di tennis che si terranno in Italia, ha lo scopo di “rafforzare il quadro regolatorio in materia di pubblicizzazione parassitaria e di tutela dei segni notori in campo sportivo”. Il provvedimento vieta “le attività di pubblicizzazione e commercializzazione parassitarie, fraudolente, ingannevoli o fuorvianti poste in essere in relazione all’organizzazione di eventi sportivi o fieristici di rilevanza nazionale o internazionale non autorizzate dai soggetti organizzatori e aventi la finalità di ricavare un vantaggio economico o concorrenziale“.
In particolare, sono considerate attività “parassitarie”:
“a) la creazione di un collegamento anche indiretto fra un marchio o altro segno distintivo e l’evento sportivo o fieristico idoneo a indurre in errore il pubblico sull’identità’ degli sponsor ufficiali;
b) la falsa rappresentazione o dichiarazione nella propria pubblicità di essere sponsor ufficiale dell’evento sportivo o fieristico;
c) la promozione del proprio marchio o altro segno distintivo tramite qualunque azione, non autorizzata dall’organizzatore, che sia idonea ad attirare l’attenzione del pubblico, posta in essere in occasione dell’evento sportivo o fieristico e idonea a generare nel pubblico l’erronea impressione che l’autore della condotta sia sponsor dell’evento sportivo o fieristico medesimo;
d) la vendita e la pubblicizzazione di prodotti o di servizi abusivamente contraddistinti, anche soltanto in parte, con il logo di un evento sportivo o fieristico ovvero con altri segni distintivi idonei a indurre in errore il pubblico circa il logo medesimo e a ingenerare l’erronea percezione di un qualsivoglia collegamento con l’evento ovvero con il suo organizzatore o con i soggetti da questo autorizzati.”
Non rientrano invece tra le attività vietate le condotte poste in essere in esecuzione di contratti di sponsorizzazione conclusi con singoli atleti, squadre, artisti o partecipanti autorizzati.
I divieti sono circoscritti temporalmente dalla data di registrazione dei loghi, brand o marchi ufficiali degli eventi fino al centottantesimo giorno successivo alla data ufficiale del termine degli stessi.

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