Il TAR si pronuncia sull'obbligo di trasparenza degli intermediari in materia di diritto d’autore.

Con la sentenza n. 3282 del 25 febbraio 2015, il Tar Lazio ha confermato che l’attività di intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore deve rispettare il principio della trasparenza.

Nel caso di specie, il ricorso è stato proposto dall’Associazione Nuovo Imaie, la quale ha richiesto l’annullamento del provvedimento di SIAE con la quale la stessa Società avrebbe limitato il proprio diritto di accesso agli atti e documenti amministrativi, fornendole solo indicazioni parziali.

In particolare Nuovo Imaie richiedeva di visionare i nomi dei titolari dei diritti connessi amministrati dai singoli enti di gestione collettiva, i relativi codici fiscali, nonché i possibili accordi tra i diversi enti di gestione dei diritti di artisti, interpreti ed esecutori di una stessa opera.

Il Tribunale laziale ha ritenuto di non condividere la tesi di SIAE, secondo cui le informazioni richieste dalla ricorrente non sarebbero accessibili, trattandosi di dati di natura sensibile.

In primo luogo, perché i dati a cui intenderebbe avere accesso Nuovo Imaie secondo il TAR “rientrano nei dati personali comuni e non attengono in alcun modo ai dati sensibili (…)”, alla luce della definizione prevista dall’articolo 1 del D.lgs. 196/2003 (Codice della Privacy).

Inoltre, la situazione di conflitto tra diritto di accesso ai documenti e diritto alla riservatezza sollevata da SIAE a propria difesa, trova esplicita disciplina da parte del legislatore, laddove stabilisce (ai sensi degli art. 24, comma 7, L. n. 241/1990 e degli artt. 59 e 60 del Codice Privacy) la priorità del primo sul secondo, in tutti quei casi in cui l’istanza di accesso sia preordinata alla tutela della difesa dei propri interessi giuridici. Tale è la situazione verificatasi nel caso di specie, secondo l’interpretazione del TAR.

Tenuto conto, infine, che i dati oggetto della richiesta di accesso, ai sensi della normativa in materia, devono essere espressamente pubblicati mediante sistemi informatici, il TAR ha ritenuto evidente la sussistenza in capo al ricorrente di “un interesse giuridicamente tutelato, ai sensi dell’art. 24 della legge n. 241 del 1990, all’esibizione della documentazione richiesta per quanto concerne i dati personali oscurati dalle medesima Siae”.

Con la sentenza sopra citata, il TAR Lazio ha pertanto disposto, nei confronti della SIAE, il rilascio delle informazioni richieste.

Il testo integrale della pronuncia è disponibile qui.

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