Il Tribunale di Roma si pronuncia in materia di fotografie e social networks

Con la sentenza n. 12076/2015, il Tribunale di Roma ha recentemente condannato alcuni soggetti operanti nel settore del giornalismo, al risarcimento dei danni derivanti dall’utilizzo di alcuni scatti fotografici – che erano stati pubblicati da un privato all’interno della propria pagina personale su un famoso social network – senza autorizzazione (e senza nemmeno attribuirne i relativi credits all’autore).

In primis, la sentenza svolge un interessante excursus in tema di tutela della fotografia ai sensi del diritto d’autore, evidenziando il discrimine tra la tutela prevista per l’opera fotografica, la fotografia semplice e la ‘fotografia di scritti, documenti, oggetti materiali e prodotti simili’.

Sul punto, il Tribunale ha ritenuto che, nel caso di specie, le fotografie contestate non presentassero “quella necessaria impronta personale e peculiare del fotografo, ovvero quella capacità di intervenire sul soggetto in modo tale da evocare suggestioni, che valgono a distinguere un’opera fotografica da una fotografia semplice …” ritenendo che le stesse si esaurissero in una semplice riproduzione documentale di un determinato evento, e conseguentemente le stesse sono state ritenute meritevoli della tutela prevista dagli articoli 87 e ss. della Legge sul diritto d’autore (L. n. 633/1941).

In ossequio alle condizioni di utilizzo del social network (alle quali l’utente si vincola automaticamente con l’accesso) il Tribunale ha rilevato che “per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale (rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa al social network), la pubblicazione di fotografie nella pagina di chi le ha scattate non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici; l’autore, infatti, cede (al social network) la sola “licenza non esclusiva e trasferibile, per l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato”, valida finché lo stesso è presente sul social. 

Alla luce di tali considerazioni, le Parti convenute sono state condannate dalla sentenza in commento, in quanto non si ritiene che la mera pubblicazione di scatti fotografici nella pagina personale di un social network, autorizzi l’utilizzo degli stessi da parte di terzi, poiché contenuti in ogni caso protetti da diritti di proprietà intellettuale.

Infine, con particolare riferimento al soggetto che detiene i diritti d’autore relativamente al materiale fotografico, il Tribunale ha ritenuto che, in difetto di prova contraria, la pubblicazione di una fotografia sulla pagina personale costituisca “presunzione grave, precisa e concordante” della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare delle pagine nella quale essa è pubblicata.

 

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