Una norma nazionale che vieti ai gestori di motori di ricerca di mettere a disposizione del pubblico prodotti editoriali o parti di essi deve essere notificata alla Commissione ai sensi della Dir. 98/34 che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche

La vicenda prende le mosse da una società tedesca (“VG Media”) che si occupa di gestire i diritti d’autore e diritti connessi di reti televisive e stazioni radiofoniche e i diritti su offerte editoriali digitali. VG Media presentava ricorso al Landgericht di Berlino, chiedendo la condanna di Google al risarcimento dei danni per aver violato i diritti connessi degli editori da essa rappresentati, per effetto della pubblicazione sul proprio motore di ricerca e sul sito d’informazione “Google News”, a partire dal 1 agosto 2013, dei cd. “snippets”, ovvero di piccoli estratti di articoli coperti dai diritti degli editori, senza riconoscere loro alcun corrispettivo. Tale condotta, ad avviso della società attrice, sarebbe contraria alle disposizioni della legge tedesca sul diritto d’autore che accorda al produttore dell’opera “il diritto esclusivo di rendere accessibile al pubblico il prodotto editoriale o parti di esso a scopi commerciali” e comunque garantisce allo stesso il “diritto a una quota equa della remunerazione”.

Il Tribunale rinviava pregiudizialmente alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la seguente questione: “se l’articolo 1, punto 11, della direttiva 98/34 [che prevede una procedura d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche] debba essere interpretato nel senso che una disposizione nazionale […] che vieta ai soli gestori commerciali di motori di ricerca e di prestatori commerciali di servizi che analogamente sviluppano contenuti editoriali di mettere a disposizione del pubblico prodotti editoriali o loro parti (eccetto singole parole e brevissimi estratti di testo), costituisca una «regola tecnica» ai sensi di tale disposizione, il cui progetto deve essere oggetto di previa comunicazione alla Commissione ai sensi dell’ articolo 8, paragrafo 1, primo comma, di tale direttiva“.

La Corte, con la sentenza del 12 settembre 2019 (C-299/17), rispondeva affermativamente, chiarendo che una normativa come quella introdotta in Germania costituisce una regola relativa ai servizi della società dell’informazione e, pertanto, una “regola tecnica” da notificare preventivamente alla Commissione. In questo modo, il giudice europeo ha aperto la possibilità di invocare l’inapplicabilità di tale “regola tecnica” nelle controversie tra singoli, in quanto avente un vizio procedurale.

Occorre, tuttavia, considerare che, nelle more del giudizio, è stata definitivamente approvata la direttiva copyright che introduce una disposizione (art. 11) simile a quella già prevista della legge tedesca, garantendo un diritto connesso al diritto d’autore a favore degli editori di giornali e delle agenzie di stampa per l’utilizzo dei loro contenuti online (che siano articoli o foto o video). Tale direttiva, come prescritto dal diritto eurocomunitario, dovrà essere recepita entro 2 anni negli ordinamenti nazionali di ciascuno Stato Membro.

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