Il greenwashing approda in Tribunale

Il Tribunale di Gorizia è il primo Giudice civile italiano a pronunciarsi in materia di greenwashing – il vanto infondato di presunte qualità ecologiche di prodotti o servizi. Il 25 novembre 2021, ha accolto il ricorso d’urgenza proposto da Alcantara S.p.A., che lamentava una violazione delle norme in tema di concorrenza sleale (ex art. 2598 n. 3 c.c.) da parte della concorrente Miko S.r.l. (attiva nello stesso settore dei rivestimenti interni per auto), mediante la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli ad opera di quest’ultima.

Foto Daniel Oberg, Unsplash

I messaggi contestati (ad esempio “amica dell’ambiente”, “totale riciclabilità”) concernevano affermate qualità di carattere ecologico dei prodotti Miko.

Dopo aver passato in rassegna la normativa e la giurisprudenza pubblicitaria sul tema – inclusa quella di fonte autodisciplinare – sottolineando la crescita del fenomeno greenwashing, il Tribunale ha valutare i messaggi, ritenendone alcuni generici (“amica dell’ambiente”), altri non veritieri (come “totale riciclabilità”).

Il Giudice ha dunque disposto l’inibitoria all’uso dei messaggi contestati, con una penale in caso di mancato rispetto del provvedimento e disponendone la pubblicazione, per 60 giorni, sul sito internet di Miko.

La decisione in commento evidenzia il carattere centrale del tema nella comunicazione aziendale, nonché il rischio sempre più concreto di incorrere in sanzioni o in un danno reputazionale.

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