Moda, diritto d’autore e concorrenza sleale: il Tribunale di Milano respinge il reclamo di Max Mara

Il Tribunale di Milano ha rigettato il reclamo proposto da Max Mara contro l’ordinanza del 3 marzo 2022, che aveva respinto le domande cautelari di Max Mara nei confronti di MANGO ITALIA s.r.l., alla quale venivano contestate condotte di concorrenza sleale nonché di violazione delle norme in tema di diritto d’autore, conseguenti alla commercializzazione di un modello di cappotto considerata come imitazione del modello denominato Teddy Bear, di MAX MARA s.r.l.

Il Tribunale ha ritenuto che il confronto tra i due capi porti ad escludere la sussistenza della dedotta imitazione servile e delle altre ipotesi di illecito concorrenziale contestate.

I Giudici hanno individuato gli elementi caratterizzanti del capo Max Mara, che includono in primo luogo il c.d. effetto cocoon, per poi eseguire il confronto con il capo ritenuto imitativo, concludendo che sia ad una visione frontale che posteriore, i due modelli di cappotto appaiono differenti con riferimento a plurimi dettagli, come la struttura complessiva del cappotto, il profilo e l’attaccatura delle maniche.

Il Collegio, dunque, ha confermato la precedente ordinanza, nella quale si legge che il cappotto contestato non presenta l’effetto cocoon, peculiare caratteristica del modello Teddy Bear e che sia la consumatrice abituale di prodotti di lusso che quella occasionale sarebbero in grado di cogliere con immediatezza le differenze tra i prodotti.

Ciò, anche in considerazione del fatto che il modello MANGO risulta in realtà disegnato secondo diffuse linee stilistiche: proprio quelle che il modello Teddy Bear ha inteso superare.

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