Personaggio e parodia: La Cassazione si pronuncia nel caso Zorro

Con sentenza pubblicata il 30 dicembre 2022, la Corte di Cassazione si è pronunciata in una controversa che si protrae dal 2007. La causa concerne l’uso parodistico del personaggio di Zorro, nell’ambito della pubblicità televisiva di un’acqua minerale.

La Corte ha svolto una ricognizione delle norme applicabili in materia di diritto d’autore e diritto dei marchi, come interpretate dalla dottrina e dalla giurisprudenza.

Quanto al primo ambito, la Corte ha affermato che la parodia non rientra nella categoria delle elaborazioni creative dell’opera, per cui è richiesto il previo consenso dell’autore. La Suprema Corte ha sottolineato che la parodia integra un rovesciamento concettuale della creazione a cui si riferisce, rispetto alla quale non può dunque ritenersi in continuità. In base a questa ricostruzione, i Giudici di Piazza Cavour hanno ritenuto lecita – dal punto di vista delle norme sul diritto d’autore – la parodia riferita a Zorro, perché rispettosa del necessario equilibrio tra libertà di espressione e diritti del titolare allo sfruttamento del personaggio.

D’altro canto, nella decisione si evidenzia come il contemperamento tra i due principi – diritti allo sfruttamento del personaggio da parte di chi ne sia titolare e libertà di espressione dei terzi – debba assicurare che non vengano pregiudicati gli interessi del titolare del marchio, nel caso l’uso parodistico entri in concorrenza con l’utilizzo economico. Su questo secondo aspetto, la Suprema Corte ha accolto il motivo di ricorso della società statunitense titolare dei marchi legati a Zorro.

Spetterà ora alla Corte d’Appello di Roma pronunciarsi in base ai principi di diritto formulati dalla Cassazione.

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