Personaggio noto e diritto all’immagine: il caso Rivera

Con l’ordinanza n. 19515 del 16 giugno scorso, la Cassazione ha deciso una questione in tema di diritto d’autore e diritto all’immagine, con riguardo all’utilizzo commerciale di ritratti di personaggi noti.

La vicenda concerne l’uso di fotografie dell’ex calciatore Gianni Rivera, nel contenuto audiovisivo offerto in vendita da RCS. Secondo la Corte d’Appello di Milano, che ha condannato l’editore al risarcimento di 50.000 euro in favore dell’ex atleta, le immagini litigiose, che non rappresentano azioni di gioco, non sarebbero utilizzabili senza il consenso del soggetto interessato.

Nella decisone in commento, la Corte di Cassazione ha dunque approfondito l’esimente prevista all’art. 97 L.d.A. Nelle parole dei Giudici, in primo luogo, “l’esimente secondo cui non occorre il consenso della persona ritratta in fotografia quando, tra l’altro, la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, ricorre non solo allorché il personaggio noto sia ripreso nell’ambito dell’attività da cui la sua notorietà è scaturita, ma anche quando la fotografia lo ritrae nello svolgimento di attività a quella accessorie o comunque connesse“.

La valutazione della fotografia va dunque compiuta nel merito, avendo riguardo al contesto dello scatto.

Lo sfruttamento dell’immagine deve svolgersi nel rispetto del diritto alla riservatezza del personaggio, che copre la sua sfera privata, oltre che del divieto di sfruttamento commerciale della sua immagine da parte di terzi.

Su tali premesse, la Corte ha rilevato da un lato che in base alle norme e alla giurisprudenza della Corte, senz’altro i ritratti fotografici dei personaggi noti come quelli dello sport non possono essere divulgati, senza il loro consenso, in contesti del tutto avulsi da quelli che hanno reso noti tali personaggi.

Ha poi precisato che, nella fattispecie in esame, in base ad una puntuale applicazione della norma prevista all’art. 97 L.d.A., potranno ritenersi in tal senso ammissibili anche immagini che pur non ritraendo il personaggio noto nello svolgimento della pratica sportiva che lo ha reso noto, dipingano ambiti comunque connessi (il ritorno in aereo con la propria squadra dopo una partita di coppa, un attimo di relax insieme ad altri calciatori).

Spetterà alla Corte d’Appello milanese decidere la causa seguendo i principi di diritto espressi dalla Cassazione.

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