Piattaforme digitali e presunzione di dipendenza economica: le nuove regole

A partire dal 31 ottobre prossimo, saranno applicabili le modifiche apportate alla legge sulla subfornitura (Legge 18 giugno 1998, n. 192), con riguardo alla disciplina dell’abuso di dipendenza economica, al fine di adeguarla alle caratteristiche dei mercati digitali.

La novella, inclusa nella legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (L. 118/2022), si fonda sulla segnalazione dell’AGCM del marzo 2021, approvata dal Consiglio dei Ministri del 4 novembre dello stesso anno.

Centrale risulta la disposizione inclusa all’art. 9 della legge sulla subfornitura, che definisce quale abuso di dipendenza economica la posizione di un’impresa  in grado di determinare uno squilibrio eccessivo nei rapporti commerciali con un altro operatore economico, considerate le possibilità concrete di reperire sul mercato alternative soddisfacenti.

La legge concorrenza è intervenuta sul testo dell’art. 9, in particolare introducendo una presunzione di dipendenza economica in caso di utilizzo di servizi di intermediazione offerti da una piattaforma digitale “che ha un ruolo determinante per raggiungere utenti finali e fornitori, anche in termini di effetti di rete o di disponibilità dei dati.”.

Da un lato, la nuova norma potrebbe ritenersi di rilievo per numerosissime transazioni, tenuto conto che sempre più imprese fanno ricorso ai servizi di tipo digitale di grandi player internazionali.

D’altro canto, l’attuale assenza di una definizione del concetto di “ruolo determinante” potrebbe far ritenere la disposizione eccessivamente vaga, portando inoltre ad interpretazioni contrastanti.

Potranno risultare decisive al riguardo le apposite Linee Guida, di cui è prevista l’adozione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su intesa del Guardasigilli, sentito il parere dell’Autorità Garante.

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