Violazione del diritto d’autore e prova del danno da perdita di chance

Con l’ordinanza n. 28285/2022, la Suprema Corte si è pronunciata sulla possibilità di risarcire il danno da perdita di chance in caso di violazione del diritto morale d’autore.

Nel caso deciso dalla Corte, a lamentare la violazione era stato un cameraman e montatore di filmati che aveva lavorato per anni per la televisione pubblica. Il ricorrente aveva realizzato numerosi montaggi, i quali erano stati trasmessi in televisione senza l’indicazione del nome del professionista quale autore degli stessi.

In primo grado il Tribunale, pur riconoscendo la violazione del diritto morale d’autore, aveva rigettato le richieste risarcitorie, ritenendo assente un’adeguata prova del danno patrimoniale.

La Corte d’Appello di Genova, chiamata a pronunciarsi due volte (prima su appello del cameraman e poi in occasione del rinvio della Suprema Corte) aveva stabilito in entrambi i casi che il professionista non era stato in grado di provare adeguatamente il danno subito.

Da ultimo, la Cassazione, chiamata a decidere sul secondo ricorso promosso dal professionista, ha stabilito che “le mere indicazioni di ipotesi di perdita di occasioni di guadagno, senza alcun riferimento a fatti concreti e senza alcun riferimento inerente al suo giro di affari né a un decremento dello stesso ricollegabile ai fatti oggetto di causa” sono da ritenersi elementi presuntivi non adeguati per la dimostrazione “dell’effettiva sussistenza di un qualunque danno patrimoniale”.

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